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Un'alternativa al surf: il SUP (Stand Up Paddle)

Il SUP, abbreviazione di Stand Up Paddle, è una variante del surf (e del windsurf) che sta riscuotendo sempre più successo, sia a livello mondiale che nel nostro paese. Il motivo è presto spiegato: mentre il surf necessita di spot precisi e di condizioni meteo particolari per poter essere praticato, il SUP si presta bene sia alle acque dolci che al mare, e non è limitato, come sarebbe facile supporre, alle sole condizioni di mare calmo.

L'alternativa che fa bene a tutto il corpo

E non è affatto noioso come potrebbe sembrare dalla dotazione: una tavola particolare, simile a una longboard, e una pagaia non equivalgono a un'attività noiosa o da "fifoni". Tanto è vero che anche i surfisti più radicali apprezzano questa disciplina, perché consente loro di tenersi in allenamento costante. Nel SUP infatti ci si mantiene in piedi sulla tavola, cosa di per sé già complessa, e si pagaia per darsi movimento e tenersi in equilibrio. Può essere utilizzato per affrontare delle onde (usando la pagaia come una pinna, per esempio) oppure per spostarsi lungo la costa, o verso il mare aperto.

In questo senso il SUP (anche detto "SUP board") offre molte più possibilità del solo surf a un amante degli sport acquatici. Tanto più che alcuni modelli di tavola permettono la trasformazione in "windsurf leggero".

Uno sport antico, nonostante le apparenze

Eppure non bisogna pensare che questo sport sconosciuto al grande pubblico sia una novità assoluta. Se i SUP boarder delle origini arrivano dalle Hawaii negli anni '50, dove la disciplina è stata codificata ufficialmente, i primi avvistamenti risalgono addirittura al XVIII secolo! Si potrebbe dire che ci è solo voluto un po' perché questa pratica così affascinante arrivasse fino al Mediterraneo. Per non lasciarlo più!